Il Rapporto Wwf:
The Living Planet
Il Corriere della Sera di Domenica 8 Luglio 2002 ha
pubblicato la seguente notizia:
“Il rapporto Wwf: per sostenere
gli attuali sviluppi bisognerebbe colonizzare due pianeti.
Troppo sfruttata, la Terra morirà nel 2050.
A quel punto la popolazione umana, che avrà superato il limite dei 9 miliardi di
abitanti, dovrà cercarsi non uno ma due pianeti gemelli della Terra. A parte le
conclusioni, volutamente paradossali, la base del rapporto consiste in
un’attendibile e minuziosa indagine scientifica sul deterioramento di
ecosistemi, risorse e specie viventi rilevato negli ultimi 30 anni.
Tre decadi in cui i ritmi di consumo delle società
più industrializzate sono cresciuti in modo da diventare insostenibili per la
riserve della Terra. Gli esperti del Wwf calcolano che , solo nel periodo
considerato, è stato distrutto circa un terzo degli ecosistemi naturali fra
ambienti marini di acque dolci e forestali. L’aspetto più importante del
rapporto è l’aver ricavato due indici in grado di esprimere in termini
scientifici ed in maniera sintetica lo stato di salute del pianeta.
Il primo indicatore è l’impronta ecologica, che
rappresenta la pressione della specie umana sulle risorse mondiali e che si
esprime in ettari pro-capite. L’altro è l’indice di biodiversità
che dà una misura del declino delle specie viventi.”
Secondo gli esperti Wwf l’impronta ecologica
dovrebbe essere intorno a 2, invece risulta uguale a 10 negli USA, 5 in Europa,
2 in ASIA Centrale e 1 in Africa. L’indice di biodiversità è passato da 100 a
65.
“Tutto questo serve a dire ai governati del pianeta
che le parole non bastano più: ci vogliono azioni e impegni concreti, con
precise scadenze per diminuire la pressione delle società umane sul pianeta e
riequilibrare la distribuzione della ricchezza”.
Alcuni dati del rapporto:
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Specie viventi nelle acque salate - 35%
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Specie viventi nelle acque dolci - 55%
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Aree forestali - 15%
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Pescosità del merluzzo nel Nord Atlantico da 264.000 tonnellate a 60.000
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Riduzione degli uccelli in Europa dal 70 al 90%
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Elefanti, Tigri e Rinoceronti fortemente decimati.
A questo puntola mi chiedo:
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Quanti politici prenderanno in seria considerazione questo rapporto ?
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Anche se la comunità Wwf è autorevole, in che modo può esercitare la sua
autorevolezza se non tramite pochi politici ?
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Quali industrie sono disposte a sottoscrivere questo rapporto ?
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Chi investe nella ricerca delle cause degli scompensi denunciati dal rapporto
?
E’ sintomatico il suggerimento paradossale di
colonizzare altri pianeti per salvarsi.
Anche gli esperti del Wwf non conoscono
altro che la legge della giungla. |