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Se la prima sciagura umana è stata causata dalla
prima donna (Eva), il primo grande disastro è stato il Diluvio Universale,
causato dalla cattiveria degli uomini.
Gli uomini, superato l’impatto del peccato
originale, si impegnarono per raggiungere un certo benessere e per ingraziarsi
Dio con tutti i mezzi. Già da allora il genere umano si divise in due fazioni:
buoni e
cattivi o se vogliamo semplificare in uomini propensi al
bene e uomini propensi al
male. E’ difficile distinguere gli
appartenenti di una categoria da quelli dell’altra ma è garantito che questa
suddivisione è tuttora in atto.
All’epoca i cattivi, purtroppo, prevalevano e Dio,
pentendosi di aver creato l’uomo, arrivò a pensare cose tremende come:
«Sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato: con
l’uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono
pentito d’averli fatti».
Doveva essere proprio deluso del comportamento
della maggioranza degli uomini per arrivare a progettare una distruzione
sistematica, salvando il minimo indispensabile.
Il progetto “Diluvio” fu molto semplice e
radicale.
Colpire solo gli uomini cattivi sarebbe stato molto
oneroso per individuarli, per giudicarli, per condannarli e per eseguire la
punizione. Colpirli indiscriminatamente, significava dover ricreare il mondo
già costato sei Giorni/Dio.
La migliore soluzione per Dio fu di scegliersi un
uomo di fiducia (Noè) ed affidargli la realizzazione di un suo progetto già
definito nei minimi dettagli.
In realtà Noè, meritevole di stima, dovette solo
eseguire il piano definito da Dio, che consisteva nei seguenti punti:
Obiettivo:
«E’ venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è piena
di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra.
Attività:
Fatti un’arca di legno di cipresso; dividerai l’arca in scompartimenti e la
spalmerai di bitume dentro e fuori.
Specifiche tecniche:
Ecco come devi farla: l’arca avrà trecento cubiti di lunghezza, cinquanta di
larghezza e trenta di altezza.Farai nell’arca un tetto e a un cubito più sopra
la terminerai; da un lato metterai la porta dell’arca. La farai a piani:
inferiore, medio e superiore.
Pianificazione di massima:
Ecco io manderò il diluvio, cioè le acque, sulla terra, per distruggere sotto il
cielo ogni carne, in cui è alito di vita; quanto è sulla terra perirà.
Clausole
contrattuali: Ma con te io
stabilisco la mia alleanza. Entrerai nell’arca tu e con te i tuoi figli, tua
moglie e le mogli dei tuoi figli.
Lista utenti:
Di quanto vive, di ogni carne, introdurrai nell’arca due di ogni specie, per
conservarli in vita con te: siano maschio e femmina. Degli uccelli secondo la
loro specie, del bestiame secondo la propria specie e di tutti i rettili della
terra secondo la loro specie, due d’ognuna verranno con te, per essere
conservati in vita.
Materiali di consumo:
Quanto a te, prenditi ogni sorta di cibo da mangiare e raccoglilo presso di te:
sarà di nutrimento per te e per loro».
Inizio progetto e durata:
Perché tra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta
giorni e quaranta notti.
Esecuzione del piano:
Noè aveva seicento anni, quando venne il diluvio, cioè le acque
sulla terra. Noè entrò nell’arca e con lui i suoi figli, sua moglie e le mogli
dei suoi figli, per sottrarsi alle acque del diluvio. Degli animali mondi e di
quelli immondi, degli uccelli e di tutti gli esseri che strisciano sul suolo
entrarono a due a due con Noè nell’arca, maschio e femmina, come Dio aveva
comandato a Noè.
Risultato:
Il diluvio durò sulla terra quaranta giorni: le
acque crebbero e sollevarono l’arca che si innalzò sulla terra.
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Le acque divennero poderose e crebbero molto
sopra la terra e l’arca galleggiava sulle acque.
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Le acque si innalzarono sempre più sopra la terra
e coprirono tutti i monti più alti che sono sotto tutto il cielo.
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Le acque superarono in altezza di quindici cubiti
i monti che avevano ricoperto.
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Perì ogni essere vivente che si muove sulla
terra, uccelli, bestiame e fiere e tutti gli esseri che brulicano sulla terra
e tutti gli uomini.
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Ogni essere che ha un alito di vita nelle narici,
cioè quanto era sulla terra asciutta morì.
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Così fu sterminato ogni essere che era sulla
terra: con gli uomini, gli animali domestici, i rettili e gli uccelli del
cielo; essi furono sterminati dalla terra e rimase solo Noè e chi stava con
lui nell’arca.
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Le acque restarono alte sopra la terra
centocinquanta giorni.
Terminata la fase distruttiva o punitiva, Dio comunicò a Noè le nuove regole del
mondo e dopo aver distrutto praticamente il mondo, salvando solo la famiglia di
Noè ed una coppia di animali per specie, promise:
«Non maledirò più il suolo a causa dell’uomo,
perché l’istinto del cuore umano è incline al male fin dalla adolescenza; né
colpirò più ogni essere vivente come ho fatto».
Dio
stabilì le nuove regole di convivenza degli uomini e praticamente il progetto si
concluse con l’azzeramento del genere umano, esclusa la famiglia di Noè , e la
continuazione delle specie animali attraverso gli animali imbarcati da Noè
durante il Diluvio.
Il
grande insegnamento che si può trarre da questa sciagura, eseguita alla lettera
da Noè, consiste nella determinazione che occorre per eseguire progetti estremi.
In
condizioni di emergenza, senza disposizioni chiare e precise e senza la giusta
autorevolezza di chi le impartisce diventa impossibile governare qualsiasi
fenomeno.
Tralasciando le condizioni bibliche del diluvio universale, progettato da Dio ed
eseguito alla lettera da Noè, restano dei grandi interrogativi:
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Qual è il miglior piano di emergenza ?
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Quando è giustificato il ricorso alla guerra ?
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In
quali casi una grande potenza è legittimata ad aggredire un’altra nazione ?
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In
termini di sicurezza mondiale,chi controlla i controllori ?
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Quale emergenza in caso di attacco chimico su larga scala (diluvio chimico) ?
Occuparsi di sicurezza vuol dire contribuire a creare le premesse per rispondere
a qualcuno di questi interrogativi.
L’esuberanza dei politici è necessaria per guidare le masse, ma chi può dire di
possedere gli strumenti per considerarsi sicuro.
Le
vittime del Diluvio universale, di Pompei o delle Torri Gemelle non hanno avuto
il tempo di reagire, ma hanno sicuramente avvertito che erano in trappola e che
non avevano scampo. |