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Ci stanno pigliando in giro (d'affari)

Ecco un'altra prospettiva della qualità. E' un dato di fatto, "Ci stanno pigliando in giro (d'affari)"  dice Sandro Veronesi dalle colonne dell'Elzeviro di Terza Pagina del Corriere della Sera.

Tutti i paradigmi del miglioramento continuo della qualità sarebbero saltati da un pezzo e c'è poco da stare tranquilli per gli effetti nefasti che il fatto comporta. La tesi di Veronesi è che: "..gli oggetti di largo consumo sono progettati perchè non durino. La tecnologia che produce computer, televisori, telefonini, videoregistratori, autoradio, lettori al laser,  consolle di gioco e compagnia bella prevede fin dall'inizio che a cedere prima delle altre siano certe determinate componenti e una volta che quelle componenti avranno ceduto ci verrà detto che non vale la pena ripararle, perchè il costo della riparazione si avvicinerà molto al prezzo dell'oggetto nuovo."

La strategia della sostituzione, in contrapposizione alla riparazione non più conveniente, ha generato non pochi disastri, tra cui il riempimento delle  discariche  di oggetti ancora in grado di funzionare parzialmente; la spinta verso  nuovi modelli di prodotti analoghi ai precedenti non più supportati.

Purtroppo anche questi sono sistemi di qualità, magari molto discutibili, perchè con un alto livello di difettosità  o con poca attenzione alla manutenzione, ma sicuramente fanno parte di una strategia diabolica. Anche se la riparazione potrebbe essere facile, viene impedita politicamente imponendo prezzi dei ricambi  esagerati rispetto all'acquisto di un nuovo prodotto.

Questa strategia "impoverisce la gente mentre la dota di tecnologia sempre più mediocre" ma ciò che è grave è che questo sistema viene spinto oltre, arrivando all'assurdo di produrre componenti scadenti per ridurre il ciclo di vita del prodotto stesso. Il componente preso di mira sembra essere la pila. Veronesi sostiene che "Le pile sono diventate un handicap collettivo, perchè pur aumentando di prezzo, anzichè migliorare le prestazioni le hanno inesorabilmente diminuite."

In pratica anzichè  puntare sulla durata di un qualsiasi componente, basta dotare l'oggetto di batterie scadenti, così l'oggetto resta integro ed il consumatore è costretto a cambiare le batterie almeno due volte all'anno, determinando in lui la convinzione che ad un certo punto vale la pena cambiare il prodotto. Anche se qualche consumatore cerca di resistere, si genera di fatto la logica del "nuovo modello", perchè sarà sempre più difficile o impossibile trovare le batterie per il vecchio modello.

"Ci stanno prendendo in giro (d'affari)" continua Veronesi. Infatti questa strategia riducendo sistematicamente il ciclo di vita dei prodotti, genera fatturato in barba ai danni ecologici ed allo spreco di materie prime.

Se la logica spietata della produzione di fatturato è questa, di chi è la colpa dell'intasamento delle discariche di mezza Italia, dell'inquinamento delle falde acquifere, dei prodotti agricoli a rischio?

La colpa è  forse degli abitanti di Montecorvino  che per disperazione hanno protestato contro l'installazione di un impianto di smaltimento rifiuti, dividendo l'Italia in due parti per alcuni giorni?

Purtroppo la qualità  del fatturato non corrisponde alla  qualità  dei prodotti ai quali non  corrisponde una qualità della vita decente.

Ci imbottiscono ti tecnologia avanzata e poi ci avanzano gli oggetti non funzionanti perchè hanno le pile scariche, che buttiamo nella pattumiera, che riempie le discariche, che inquinano le falde, che avvelenano le coltivazioni, che producono schifezze, che noi acquistiamo e portiamo sulle nostre tavole ed il ciclo si chiude, finendo con l'essere noi i colpevoli dell'inquinamento.

Finiamo con il "Mandare in giro  la gente con le pile scariche, sempre in debito di energia, dotata solo teoricamente di un pazzesco potenziale di tecnologia personale e perennemente frustrata dall'impossibilità di goderne oppure a questo cinicamente rassegnata."

Ma la tecnologia non si lascia intimorire dalle nostre preoccupazioni, anche se evidenti. Purtroppo la tecnologia viene controllata proprio da coloro che fanno la strategia delle pile scariche.

Mentre gli strateghi da quattro o più soldi, si attaccano anche alle pile scariche, c'è chi attraverso le tecnologie, cerca di coinvolgerci anche fisicamente in ogni suo business. Ad esempio è di questi giorni la notizia che la Microsoft ha registrato un brevetto che prevede la pelle umana come connettore tra componenti di un computer da collocare lungo il nostro corpo. In pratica il nostro corpo potrebbe diventare la scheda madre sulla quale impiantare i vari componenti: auricolare all'orecchio, tastiera sull'avambraccio, display sul  polso, microfono sull'altro polso, palmare alla vita, etc. . Anche il tastierino sarà destinato a scomparire, scriveremo sulla pelle. Insomma niente di nuovo. Tutto ricadrà, come al solito, sulla nostra pelle.

Non ci sarà bisogno di alcun filo elettrico, né onde radio, il network sarà la nostra pelle. E le pile?  Saranno attaccate ad un nostro piede.

Speriamo che le nuove  pile siano più cariche, altrimenti  la  nuova tecnologia finirà con l'essere una misera palla al piede.

(fonte: "La civiltà dei consumi ha le pile scariche - La tecnologia ci impoverisce" - Corriere della Sera dell'8 Luglio 2004)

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"Siamo Uomini o Caporali"  è una celebre frase di Totò

 

 ultimo aggiornamento: 11-Oct-2010