L'Individuo e le Procedure
Ecco
la cronaca di una giornata qualsiasi in una grande città, spesa in balia delle
istituzioni: 8 Gennaio
2002.
A
fine giornata, come singolo individuo ti senti impotente, nonostante vedi
sprecare tanto denaro pubblico, per stupidaggini.
Basterebbe veramente poco per attuare i buoni propositi enunciati nei progetti
finanziati, attuati e poi abbandonati a se stessi nelle mani delle solite
persone impreparate. Anche questo aneddoto è
riconducibile ad un problema di formazione!
Ecco
i fatti. Mi sono recato all’ufficio delle Entrate per verificare un errore sulla
denuncia dei redditi di mia madre. Avevo prenotato da oltre un mese, come
prevedeva la prassi.
Nonostante la prenotazione per appuntamento, l’accesso agli uffici era così
regolato:
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Le persone venivano ricevute in ordine di arrivo,
in barba alla prenotazione per appuntamento. Quindi, pur essendo arrivato
puntualmente, un bel po’ di gente era prima di me, perciò, presso il solito
numerino, ho dovuto aspettare pazientemente il mio turno.
-
Fortunatamente gli arteriosclerotici non
mancano mai, perciò ho assistito a divertenti disquisizioni sul metodo, sugli
statali, sulle file, sugli italiani, sui meridionali. Cose che si sentono o si
dicono, di solito, quando si sta in fila.
-
Un
sedicente colonnello in pensione ha
cominciato a raccontare la sua vita, asserendo che anche egli è stato un
prototipo di italiano, militare, statale, meridionale e che nella vita si è
divertito tanto, facendo il meno possibile e vivendo in giro per le
ambasciate o ex colonie italiane. Anche se il personaggio risultava simpatico,
perchè consentiva di ingannare l'attesa, sono rimasto disgustato dalla
facilità con la quale si incontrano esseri mediocri che si lamentano per
sport, ma che in realtà hanno beneficiato e beneficiano di ogni privilegio,
magari a spese dell'intera comunità.
Quando è stato il mio turno, dopo oltre due ore, ho toccato con mano la pochezza
di un sistema enorme, ma senza anima. Infatti pur essendoci un errore nella
cartella delle tasse di mia madre, il sistema non consente di correggere
l’ingiustizia e quindi il malcapitato deve pagare, anche se è palese che è
ingiusto. Un vero paradosso. Si trattava di questo (giusto per farmi capire):
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La
denuncia dei redditi indicante una detrazione di 1.500.000 anzichè
1.250.000, veniva sanzionata per 147.000, essendo il reddito complessivo
superiore a 15 milioni. Nulla da obiettare, se il reddito non avesse superato
i 15 milioni a causa di un modesto reddito agricolo di soli 24.000. (questo è
il paradosso).
-
Il
sistema eliminava uno sgravio di 120.000 previsto per le persone con più di 75
anni, solo perchè dichiarava anche il suddetto reddito agricolo. In pratica,
il sistema ignora la consistenza del reddito e a prescindere dall'importo
negava lo sgravio per un anziano, emettendo la sanzione perchè aveva cambiato
fascia di reddito. (roba da mal di testa).
L'addetto, molto dispiaciuto della incongruenza del sistema, candidamente
suggeriva di aggirare l'ostacolo, ad esempio alienando quel terreno, in modo da
eliminare il problema alla fonte.
Mi è
sembrata veramente un'assurdità, anche se l'impiegato parlava sul serio.
Nonostante le cifre irrisorie, ciò che è inconcepibile è l'approccio al
problema. Al fisco discutono ogni giorno casi simili, perchè ciò accade a
tantissime persone. Esiste un sistema di prenotazioni, un apparato per ricevere
tante persone, una procedura finalizzata a trattare i casi dei meno fortunati. E
poi si devono sentire simili conclusioni.
Gli
addetti sono motivati a chiudere con calma le vertenze, dimostrandosi
comprensivi, convincendo il malcapitato che il cervellone (il sistema
informatico, un ottimo alibi per ignoranti) non può essere modificato per
simili sciocchezze.
Questo è un classico caso dove si
agisce sul sintomo e non sulla causa del problema.
L'apparato burocratico con il suo operato si perpetua, e la fila diventa
infinita. Molte pratiche restano inevase fino a prescrizione, oppure al
malcapitato vengono anche fatti gli atti legali per una manciata di spiccioli.
Il carrozzone, nonostante le procedure informatiche, non si migliora fino a
quando non esplode un caso da suscitare l'interesse di un politico.
Purtroppo ogni giorno qualcuno, nascondendosi dietro un sistema informatico, fa
male il suo lavoro nei riguardi dell'utente e nei riguardi del proprio datore di
lavoro. Ciò che, poi fa sospettare, è che ci possa essere la volontà di
mantenere in piedi simili disfunzioni, non tanto per gli importi in gioco, ma
semplicemente per procrastinare l'eliminazione di servizi inutili.
Ero
riuscito ad accedere ad un servizio pubblico, previo prenotazione, fila di
alcune ore ed avevo ottenuto anche la consolazione di un impiegato, a suo dire
magnanimo, in quanto mi ha dato anche un consiglio gratuito: far vendere il suo
giardino a mia madre di 80 anni.
Ovviamente, sentendomi impotente e solo di fronte al fisco, non ho ritenuto il
caso di iniziare una crociata per 147.000. Ho pagato, senza neanche dirlo a mia
madre. |