Il Cinema
di Natale
Ogni anno nel periodo di Natale mi concedo un momento di relax, andando a
cinema. Anche quest'anno, insieme a mia moglie, abbiamo rispettato la
tradizione.
Per
non sbagliare abbiamo scelto un film d'autore, anche se temevamo di non trovar
posto. Il film scelto è stato "Closer" di Mike Nichols
con Julia Roberts, Clive Owen,
Natalie Portman e Jude Low.
Oltre al cast anche le recensioni erano una promessa, ed il film prometteva una
storia di amore, sesso e sentimenti.
Però
non è del film che voglio parlare, ma del contesto apparentemente perfetto delle
multisale cinematografiche.
Siamo arrivati alla biglietteria della più grande multisala di Roma alle 17.30.
La proiezione del film prescelto doveva iniziare alle 17.40, giusto in tempo per
fare i biglietti e raggiungere l'ultima coppia di posti rimasti.
Entrati in sala, abbiamo avuto la prima sorpresa , c'erano soltanto una diecina
di persone. Come mai?
Julia Roberts è stato sempre un grande richiamo.
Ci
siamo sistemati con imbarazzo della scelta, nei posto più comodi e abbiamo
atteso per la proiezione del film.
Ora,
io penso che uno va al cinema, per evitare la tediosa pubblicità che ci
propinano le TV commerciali, insieme a quella pubblica; per stare tra la
gente; per vivere insieme agli altri le emozioni che un film può dare; per
cogliere qualche battuta in sala: tutto fa parte dell'esperienza del momento.
Niente di tutto questo.
Enorme sala deserta, schermo ultra panoramico, volume altissimo, ed ecco uno
spot pubblicitario dietro l'altro, per oltre 30 minuti. La stessa trucida
pubblicità della televisione.
Abbiamo assistito all'offerta dei vari gestori telefonici, di tutte le case
automobilistiche, di tutti i profumieri e di quanto più becero il settore
pubblicitario suggerisce.
Rispetto al fastidio provato, sono risultati quasi gradevoli gli annunci locali
della parrucchiera, del pizzaiolo, della ferramenta, o del venditore di cessi
della zona. Almeno erano messaggi pubblicitari mai visti e forse di qualche
utilità, se uno avesse avuto qualche esigenza concreta.
Questo scempio è durato oltre 30 minuti, due o tre spot al minuto, nessuna
interruzione, fino a quando l'ultima, quella di un gestore telefonico, non ci ha
intimato di spegnere il cellulare perchè stava per iniziare lo spettacolo.
Dopo
questo trattamento gratuito, nella più assoluta solitudine, scocciati dalla
violenza della pubblicità ad alto volume, alle 18.10 è iniziato il film ed in un
batter d'occhio si sono consumati gli innamoramenti, i tradimenti e gli scambi
oggetto della trama del film facilmente intuibile. In meno di 90 minuti, senza
intervallo, è finito lo spettacolo e finalmente, per la prima volta, si sono
accese le luci in sala. Erano circa le 19.40.
Non
sono più un frequentatore di sale cinematografica, ma ho l'impressione che ci
hanno tolto anche il gusto di andare a cinema. Il cinema che io ricordavo era
un'altra cosa: e battute di un gruppo di ragazzi in vena di divertirsi,
l'intervallo con i popcorn o il gelato, i commenti ad alta voce, qualcuno che
dorme. Il cinema è bello perchè oltre alla visione di una pellicola, si vede
come la gente si diverte e partecipa alla finzione, a volte applaudendo il buono
e imprecando contro il cattivo.
Niente di tutto questo. La sala, cosa impressionante, era deserta, non c'erano
le maschere, non c'è stato l'intervallo, c'era solo la stessa pubblicità della
televisione.
Perché tutto questo? Provo a darmi delle spiegazioni:
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La
sala era deserta - perchè il film non prometteva niente di nuovo ai giovani
che in fatto di storie di amore non vogliono essere insegnati niente oppure
perchè quel genere di film non dice niente di nuovo alle coppie di oggi.
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E'
più verosimile però che la sala era deserta, perchè il biglietto costava ben
7,50 Euro.
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Le
maschere non servono più - ogni proiezione dura un lampo e mai uno si sogna di
entrare durante la proiezione, forse è addirittura proibito.
-
Le
multisale sono degli ambienti ultramoderni, appariscenti, con angoli per ogni
esigenza. I popcorn si vendono in quantità industriale, ma li devi acquistare
prima di entrare in sala, ad un banco tipo mensa aziendale. Ecco come è stato
eliminato anche l'intervallo.
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Se
uno spende 7,50 Euro, vorrebbe almeno essere graziato dalla pubblicità
commerciale. Invece, eccola più rumorosa che mai, al cinema non puoi cambiare
canale, non puoi non udire tanto il volume è alto, non puoi nascondere non
vedere, a meno che non chiudi gli occhi, visto lo schermo panoramico.
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Purtroppo questa è la nuova realtà del cinema proposto in modo industriale, e
ad un certo punto viene anche da pensare che se costasse meno, è una bella
trovata per consentire a tutti di divertirsi. Ma
come si fa a pagare 7,50 Euro per vedere 90 minuti di film e 30 minuti di
pubblicità.
Ma a
parte ogni considerazioni, quello che trovo intollerabile è che i gestori di una
multisala non sappiano ancora che andrebbero rispettati almeno gli orari esposti
al pubblico.
Dopo
aver consumato un'insalata ed una birra in uno dei locali all'americana che ti
attendono all'uscita dal cinema, sono rientrato a casa, dove, comodamente in
poltrona, ho visto in TV, casualmente, un altro film di Julia Roberts, munito
di telecomando e attento a cambiare canale appena si interrompeva con la
pubblicità. |