L’Earned Value: questo sconosciuto!
Nella maggior parte dei casi
neanche il bravo project manager utilizza l’analisi
dell’Earned Value, perché o non ne conosce l’esistenza o i
suoi progetti sono stati sempre di modeste dimensioni, o la sua organizzazione
non lo richiede.
In effetti per progetti fino
alla durata di un anno ed inferiori al valore di un milione di Euro non ci
sarebbe alcuna necessità di fare calcoli sofisticati per capire dove è il
progetto. Se poi consideriamo che il top management raramente conosce
l’efficacia dell’earned value, arriviamo alla conclusione che se non viene
utilizzato è perché non se ne comprende l’utilità. In realtà l’Earned Value è un
concetto molto semplice, facile da utilizzare e dovrebbe far parte del bagaglio
culturale di tutti i professionisti che hanno a che fare con la gestione dei
progetto. Invece attualmente sembra una ricercatezza dei più esigenti.
Ultimamente si parla tanto di
Earned Value, ma per rispondere correttamente è
necessario fare le seguenti considerazioni:
-
Che cosa è l’analisi dell’Earned Value,
-
A cosa serve l’earned value,
-
Come si calcola l’earned value,
-
Cosa ci guadagna il project manager ad utilizzare l’earned
value,
-
Perché è il momento di conoscer l’earned value.
Che cosa è l’analisi dell’Earned Value
L’analisi dell’earned value è
una tecnica che cerca di quantificare i costi e l'efficienza nelle fabbriche.
E' una tecnica che esiste da almeno 100 anni e dal punto di vista di un
progetto, è stata utilizzata per la prima volta nel 1960 dal
Dipartimento della Difesa Americana per
misurare lo stato dei progetti in termini di budget e di schedulazione. Da circa
dieci anni è stata adottata dal Governo Federale Americano per rappresentare il
costo delle prestazioni di tutti i progetti finanziati dal governo.
L'earned value è un concetto
che bisogna conoscere, ma probabilmente nessuno chiede di applicarlo ad un
progetto, a meno che l'intera organizzazione non lo abbia adottato per tracciare
l'avanzamento dei progetti, in vista della sua imposizione da parte di qualche
autorità.
L’analisi dell’Earned
Value è una tecnica che si basa su tre definizioni:
-
BCWS o PV
- Budgeted Cost of Work Scheduling – Costo previsto a
budget -
Valore pianificato
-
ACWP o AC
- Actual Cost of Work Performed – Costo sostenuto –
Costo effettivo
-
BCWP o EV
- Budgeted Cost
of Work Performed –
Valore del lavoro effettivamente svolto
Alcune combinazioni dei
risultati di questi calcoli forniscono i parametri di valutazione del progetto:
-
CV
= BCWP - ACWP => Varianza del costo
-
SV
= BCWP - BCWS => Varianza della schedulazione
-
CPI
= BCWP/ACWP => Cost
Performance Index
-
SPI
= BCWP/BCWS =>
Schedule Performance Index
In particolare, il
CPI consente di fare previsioni sui costi
complessivi dell’intero progetto e lo SPI
consente di fare previsioni sulla data di ultimazione del progetto.
L’analisi degli scostamenti è
il confronto tra i risultati effettivi del progetto ed i risultati attesi. Gli
scostamenti più significativi sono quelli relativi a tempi e costi,
anche se un prodotto di qualità o di contenuto diverso da quello concordato può
creare ulteriori problemi.
Gli scostamenti si rilevano e
si controllano verificandone la tendenza ad intervalli regolari, per esempio
mensilmente. Le variazioni della tendenza determinano se le prestazioni
migliorano o a peggiorano.
Quindi è bene parlare di
analisi e non semplicemente di Earned Value, perché sostanzialmente da solo
rappresenterebbe soltanto il valore guadagnato ad un determinato momento del
progetto. Invece il comportamento dei trend di più intervalli dà l’idea precisa
di dove sta andando il progetto e dell’efficacia delle eventuali azioni
correttive.
Il concetto primitivo che sta
alla base dell’earned value è il seguente:
In ogni momento del progetto
è previsto un certo andamento dei costi (VP
- planned value), i costi sostenuti sono rappresentati dalla curva reale
(AC - actual
cost). La varianza tra le due curve rappresentalo lo stato del progetto
in termini di costi. Se rapportiamo questa varianza alla stessa varianza
ricavata tra la quantità di lavoro pianificato e la quantità di lavoro
effettivamente svolto, ricaviamo la performance del progetto (EV
– earned value).

Figura 1 - Linea di base dei
costi
Tutte le funzioni applicabili a
questi tre valori (PV,
AC, EV)
producono indicatori utili a controllare costi, durata e impegno delle risorse.
Il PMBOK (Project Management
Body of Knowledge – lo schema di riferimento del PMI) tratta questa
conoscenza nell’area delle Comunicazioni, ma in realtà questa tecnica dovrebbe
essere utilizzata soprattutto dal Project Manager per controllare il progetto.
Se esiste anche un piano di comunicazione per trasmettere sistematicamente ai
giusti livelli la sintesi di questi indicatori, tanto meglio: Vuol dire che la
cultura dell’earned value è più diffusa di quello che appare. Purtroppo, ciò
risulta vero solo per i progetti del Governo Federale Americano, il quale ha
imposto questa tecnica per tutti i progetti interni ed esterni.
A cosa serve l’Earned Value
L’earned value è la valutazione in base al budget di una porzione
di lavoro svolto, ad un certo costo, in un determinato momento nel quale era
prevista una diversa quantità di lavoro svolto ad un diverso costo.
Serve a determinare il valore
reale “valore guadagnato” a fronte del
lavoro effettivamente eseguito fino alla data di rilevamento dello stato del
progetto, cioè il valore che teoricamente si potrebbe fatturare al cliente
sulla base del contratto di fornitura, se si decidesse di interrompere il
progetto di comune accordo.
Praticamente con una serie di
quantificazioni del lavoro svolto si determina il trend dei principali
indicatori di prestazioni per fare nuove previsioni di costi e di durate o per
intraprendere azioni correttive.
L’earned value fornisce una
misurazione oggettiva del lavoro realizzato su un progetto. Utilizzando i
processi di Earned Value, il management può comparare rapidamente il lavoro
fatto con la quantità di lavoro pianificato. Il prerequisito fondamentale è che
tutto il lavoro deve essere pianificato in incrementi paragonabili.
Forse con un esempio diventa
più facile dimostrare l’utilità dell’analisi dell’earned value.

Figura 2 - esempio di trend di
progetto per l'analisi dell'earned value.
L’esempio rappresenta un
progetto con le seguenti caratteristiche:
Gli scostamenti ossia il trend
delle differenze tra i tre valori (varianze), sarebbero stati noti ogni mese
con l’analisi dell’earned value, come si vede dal grafico nella figura 2. In
pratica:
-
La
linea blu (BCWS) è la baseline del costo – I costi previsti a budget mese dopo
mese.
-
La
linea gialla (BCWP) rappresenta quanto avrebbe dovuto costare il lavoro
effettivamente realizzato.
-
La
linea rosa (ACWP) è il costo realmente sostenuto per il lavoro realizzato.
Se le linee gialle e rosa si
fossero sovrapposte alla linea blu il progetto sarebbe stato perfetto. Invece:
A fine progetto tutti sarebbero
capaci di dire che il progetto è andato male, ma quali sono stati i controlli e
le azioni correttive all’insorgere di queste due tendenze? Il grafico mostra che
la divergenza tra i tre valori si è manifestata abbondantemente già dal 5°-7°
mese.
Ecco un altro
esempio ancora più convincente.
Supponiamo di osservare al 12° mese un progetto, pianificato su
24 mesi, con un costo a budget di $240K. Al 12° mese il costo previsto sarebbe
$100K, pari al 41,6% (100K/240K) del costo
del progetto.
I costi previsti a budget avrebbero il seguente andamento:

Figura 3 - baseline - progressione dei costi di progetto a
budget
Man mano che il lavoro viene
svolto, matura il “valore guadagnato” o
Earned Value , come mostra la linea verde del
seguente grafico. I costi cominciano a differire dalla linea di base dei costi a
budget.

Figura 4 - Varianza di schedulazione (EV-CP=SV)
La differenza tra il costo del
lavoro pianificato ed il costo del lavoro realizzato rappresenta la
varianza di schedulazione.
Earned Value
– Planned Cost = Schedule Variance (SV) ; 60K - 100K =
(40K)
In sostanza al 12° mese era
atteso lavoro per $100K, invece ne è risultato svolto solo per $60K. La
schedulazione è indietro di $40K di lavoro.
Il valore guadagnato (EV)
pari al lavoro eseguito confrontato con il costo sostenuto (AC)
per il lavoro svolto dà la misura dell’efficienza, cioè la
varianza di costo.

Figura 5 - Varianza del costo (EV-AC=CV)
Dal sistema contabile risulta che i costi reali (AC) sono stati
110K per fare un lavoro da 60K secondo le previsioni del budget. La differenza
tra earned value e costi reali indica la varianza di
costo.
Earned Value –
Actual Cost = Cost Variance (CV) ; $60k - $110k =($50k).
In sostanza si può affermare che il progetto in questo momento
lavora in perdita. L’informazione ricavata serve proprio a far prendere delle
decisioni per correggere questo trend negativo. Una varianza negativa significa
che, per realizzare il lavoro pianificato, è stato speso più di quanto previsto.
Una varianza positiva significherebbe che è stato speso di meno.
Nell’esempio vi è una
condizione di overrun per ($50K).
Analizzando queste varianze il
Project Manager può determinare le cause delle deviazioni dal piano. Inoltre è
fondamentale stimare sulla base di questo trend il costo a finire del progetto
per valutare se ha ancora senso perseguire l’obiettivo iniziale.
Il Project Manager può
analizzare le varianze con almeno 5 elementi:
-
Lavoro pianificato,
-
Lavoro eseguito,
-
Costi reali,
-
Budget totale
-
Stime a finire.
Queste informazioni se ben
comprese possono essere trasmesse a tutti i livelli manageriali, per dare una
visione oggettiva del lavoro svolto e dei costi sostenuti.
Alla base di queste analisi ci
deve essere una valida struttura di suddivisione del lavoro (WBS).
Come si calcola l’Earned Value
La letteratura è ricca di rappresentazioni dei calcoli. I calcoli
fortunatamente non vanno oltre le operazioni di sottrazione e divisione.
Dal Processo di
Project Management TenStep risulta che:
L'Earned Value (EV)
(o
Budgeted Cost of Work Performed - BCWP - Costo
previsto a budget per il lavoro realizzato).
L''Earned Value si calcola sommando i costi previsti a budget per ogni
attività conclusa. Se un'attività è in corso, puoi attribuirle valore zero
fino a quando non raggiunge il 50% , e dopo l'intero valore. Qualunque regola
scegli, assicurati soltanto di essere consistente relativamente al lavoro in
corso. L' EV è il valore raggiunto dal progetto
alla data. Da solo non dice molto, perciò, lo si usa in combinazione con altri
calcoli per determinare lo stato del budget.
Actual Cost (AC).
(Costo
reale del lavoro svolto).
Questo valore è la somma dei costi reali di tutte le attività realizzate alla
data (o per un periodo specifico).
Planned Value (PV)
( o Budgeted Cost
of Work Scheduled - BCWS - costo previsto a
budget del lavoro schedulato).
E' la somma
delle stime a budget di tutto il lavoro schedulato fino alla data di
osservazione o in qualsiasi periodo di tempo.
Schedule Variance (SV).
E' la
differenza tra EV e PV. Questa varianza indica se il progetto è in piano o
fuori piano. Se il risultato è positivo, significa che, a questo punto, il
progetto è più avanti rispetto alla schedulazione, è stato fatto di più. In
altre parole, Il lavoro realizzato (Earned Value - EV) è più del lavoro
pianificato (Planned Value - PV). Allo stesso modo, se il risultato è
negativo, il progetto probabilmente è indietro rispetto alla schedulazione.
Cost Variance (CV).
E' la differenza tra EV e AC. Ci dà il senso di come il progetto sta procedendo
nei confronti del budget. Se il risultato è positivo, significa che il costo
previsto a budget per realizzare il lavoro realizzato (EV) era maggiore di
quanto è stato realmente speso per la stessa quantità di lavoro (AC). Ciò vuol
dire che,dal punto di vista del budget, il progetto va bene . Se il risultato è
negativo, il progetto, in questo momento, potrebbe essere sovra budget.
Schedule Performance Index (SPI).
E' il
rapporto tra EV e PV. Ci dà la relazione tra il costo previsto a budget del
lavoro realmente eseguito e la previsione di costo del lavoro da ultimare a
questa data. Esso rappresenta la percentuale di progetto realizzato. Se il
rapporto risulta maggiore di 1.0, il progetto è in piano. Per esempio, se Lo SPI
risulta 1.1, significa che il progetto ha realizzato approssimativamente il
10% di lavoro in più (EV) rispetto a quello previsto (PV) alla stessa data e se
questo trend continua, il progetto potrebbe terminare con un anticipo del 10%
rispetto al tempo pianificato.
Cost Performance Index (CPI).
E' il rapporto tra EV e AC. Ci dà la relazione tra il costo previsto a budget ed
il costo reale del lavoro realizzato alla data. E' la percentuale di spesa del
progetto. Se il risultato è meno di 1.0, il progetto è sovra budget. Per
esempio, un CPI di .90 significa che per ogni 90 Euro di costi previsti a
budget (EV), il progetto sta spendendo 100 Euro (AC). Se il trend continua, il
progetto potrà terminare con un 10% di sovra budget.
Budget at Completion (BAC).
Questo
calcolo può essere in termini di Euro o ore. E' la somma dell' AC e il costo
previsto a budget per il lavoro rimanente. Se il CPI non è prossimo a 1.0, il
costo previsto a budget del lavoro rimanente deve essere modificato
proporzionalmente, per tener conto della percentuale storica di consumo del
progetto. Così, se il CPI non è 1.0, il BAC è il seguente: AC + (Costi
rimanenti previsti / CPI).
Estimate at
Completion (EAC).
Questo valore rappresenta la migliore
stima (in ore) del costo totale del progetti. Si ottiene con
EAC = BAC / CPI.
La formula mostra quali saranno i costi se si
continua a spendere allo stesso modo. Se il
CPI
risulta
1.0, significa che il progetto è in
linea, così le tue stime a finire sarebbero il budget attuale. Se il
CPI
risulta inferiore a
1.0,
l' EAC
sarà più alto del budget. Se il
CPI
è maggiore di
1.0),
l'
EAC sarà inferiore al budget corrente.
Per esempio, se
il tuo budget
è
10,000, e tu stai performando con un
CPI of .90,
allora la tua stima a finire
(EAC)
dovrebbe essere
10,000 / .90, o
11,111.
Estimate to Complete (ETC).
Questo è il budget previsto per completare il progetto (BAC), meno quanto già
speso alla data (ACWP).
Cosa ci guadagna il project manager ad utilizzare
l’earned value
Spesso il Project Manager è chiamato a fornire oggettivamente le
seguenti informazioni sul suo progetto:
-
% di lavoro da fare
-
% di costi da sostenere
-
% di budget speso
-
% di lavoro fatto
-
% di tempo rimanente.
Rispondendo con superficialità ad una di queste domande si può
indurre il management in conclusioni errate ed appena una di queste risposte
appare illogica, il project manager si gioca completamente la sua credibilità
presso il suo manager e presso il cliente. Un bravo project manager deve sempre
sapere dare un’indicazione precisa di:
-
dove è arrivato con la schedulazione,
-
quanto budget ha già impegnato,
-
quanto lavoro è stato fatto.
L’analisi dell’earned value
integra queste tre informazioni, comparando il costo del lavoro pianificato con
il costo del lavoro realmente svolto, per determinare se
Costo,
Schedulazione e
Lavoro Eseguito stanno procedendo
come pianificato.
Questa analisi fornisce il primo segnale di allarme se le cose
cominciano ad andare male, consentendo di anticipare le azioni correttive a
disposizione del project manager o di alzare il livello di attenzione sul
progetto, coinvolgendo il livello manageriale responsabile di prendere le
opportune decisioni.
In questi casi l’analisi dell’earned value mostra tutta la sua
efficacia perché consente all’alto management di valutare le prestazioni di più
progetti con la stessa metrica e con un approccio omogeneo, senza affidarsi alla
fantasia dei vari Project Manager.
A volte vengono utilizzati
metodi empirici, di buon senso, che in qualche modo, tentano di rispondere alle
stesse domande:
Ecco un esempio ragionamento
classico, da evitare:
Forse no. Un progetto
rappresenta un impegno contrattuale da onorare sulla base di tempi costi e
qualità.
Tempi, costi e qualità non
sempre viaggiano alla stessa velocità, pertanto le deduzioni semplicistiche sono
molto rischiose se non si ha la certezza dell’omogeneità tra il campione di
lavoro svolto ed il lavoro ancora da svolgere.
Perciò il prerequisito
fondamentale dell’analisi dell’earned value diventa la suddivisione del lavoro
in
unità misurabili e paragonabili
fra loro. L’esperienza diretta fa acquisire sempre maggiore confidenza nelle
stime del tempo e dei costi necessari per completare il progetto.
Ecco perché l’analisi
dell’earned value diventa un esercizio sterile senza un adeguato WBS (work
Breakdown Structure).
I progetti in generale sono molto diversi da un elefante, meno
dolci e più indigesti, perciò molto schematicamente e con la necessaria lucidità
dovremmo parlare di:
Unità minime del WBS o soglia minima stimabile:
-
Unità di lavoro
orientate alla consegna,
-
Il lavoro fuori
dal WBS è da considerare estraneo al contenuto del progetto,
-
Ogni livello di
WBS più basso deve rappresentare un maggiore dettaglio.
Definizioni accurate e complete
-
Deliverable
chiare e condivise nella definizione,
-
Chiari tempi di
consegna di ogni deliverable,
-
Costo totale
(diretto e indiretto) per consegnare un prodotto.
Elementi fondamentali del
WBS, per le successive misurazioni:
Una volta avviato il progetto,
fin dal primo mese è possibile stabilire la raccolta delle metriche per
tracciare efficacemente i tre dati elementari dell’analisi dell’earned value:
-
BCWS - Budgeted Cost of Work Scheduled
-
ACWP - Actual Cost of Work Performed
-
BCWP - Budgeted Cost of Work Performed
Per poter ricavare ogni mese successivo:
-
SV:
Schedule Variance (BCWP-BCWS),
-
CV:
Cost Variance (BCWP-ACWP)
-
SPI: Schedule Performance Index (SPI=BCWP/BCWS, se SPI<1 il progetto è in
ritardo)
-
CPI: Cost Performance Index (CPI=BCWP/ACWP, se CPI<1 il progetto è fuori
budget)
-
CSI: Cost Schedule Index (CSI=CPI x SPI)
Ma per poter calcolare
seriamente l’earned value occorre aver prima pianificato il contenuto del
progetto o per fasi o milestone, indicando costi e durate di ognuna in modo da
tracciare la curva del valore atteso alla fine di ogni periodo o fase. Man mano
che il lavoro viene realizzato il suo costo viene confrontato con il costo
previsto a budget. Le varianze rispetto al budget rappresentano le deviazioni
dovute al costo o alla durata.
Dopo tante formule banali ecco una regola del pollice.
Criteri per
fare le proiezioni
-
Una volta che è stato
realizzato il 10% di un progetto, l’overrun al completamento non sarà inferiore
all’overrun attuale. Una volta che è stato realizzato il 20% di un progetto, il
CPI non varia più del 10% del valore attuale.
Perché è il momento di conoscere l’earned value
Se sei arrivato a leggere fino
a questo paragrafo, hai superato la prova e probabilmente non hai altro da
imparare sull’earned value. Il project manager che entra nell’ottica di
utilizzare l’analisi dell’earned value raggiunge una serie di traguardi
importanti tra cui:
-
Comprende
esattamente dove si trova il suo progetto,
-
Ha sotto
controllo i costi e le stime a finire,
-
E’ in grado di
giustificare ogni sua affermazione sullo stato del progetto,
-
E’ in grado di
valutare l’adeguatezza delle azioni correttive che propone,
-
E’ in grado di
fare delle previsioni,
-
Esprime una
professionalità sempre più ricercata per la gestione di progetti per conto di
organizzazioni all’avanguardia o nell’ambito delle grandi commesse pubbliche.
-
Si pone su un
sicuro standard di mercato che gradualmente sarà adottato da molte
organizzazioni.
Comunque vale la pena precisare
che si può vivere anche senza conoscere l’analisi dell’earned value.
Invece varrebbe la pena saperne
di più, perché:
-
è parte
integrante dell’esame di certificazione PMP del PMI,
-
sempre più
organizzazioni adottano l’earned value, anche per le valutazioni di progetti
interni,
-
è più semplice
di quanto appare,
-
è un disciplina
comune alla comunità dei Project Manager certificati.
-
è uno standard
per tutti i progetti nell’ambito delle forniture al Governo Federale
Americano. La norma tra le altre cose dice:
"Agencies
must use a performance based acquisition management system, based on ANSI/EIA
Standard 748, to measure achievement of the cost, schedule, and performance
goals."
-
Non è escluso
che l’earned value possa essere adottato anche dalla Comunità Europea.
Il bravo project manager non
può comportarsi come le tre scimmie: Non vedo,
Non sento, Non parlo.
L’obiettivo del Project Manager è controllare il proprio progetto
specialmente per quanto riguarda il rischio di overrun di costi. Per fare ciò,
al contrario delle tre scimmie, il Project Manager
deve VEDERE i potenziali
overrun di costi, deve ASCOLTARE i
possibili rischi e deve
PARLARE della probabilità di fallimento,
prima che realmente si verifichi o che ci si trovi inspiegabilmente fuori
budget.
Dopo tanta ricerca seria, concedetemi
una cosa meno impegnativa.
Quando usciamo da un buon ristorante di solito nella nostra
mente ci costruiamo un giudizio, basato sulla cortesia del personale, la
qualità del cibo, il tempo di attesa, il prezzo, il livello complessivo.
Se molti di questi parametri sono nella norma, il nostro
giudizio finale si limita alla combinazione prezzo/qualità o prezzo/cortesia,
paragonandolo ad altre esperienze in ristoranti dello stesso livello.
Ma, se per caso abbiamo pagato meno di quanto ci aspettavamo
ed abbiamo mangiato male o abbiamo atteso molto o il servizio era scadente,
quale sarà il nostro giudizio complessivo?
Anche se abbiamo speso meno di quanto avevamo preventivato,
il giudizio sarà ancora positivo?
Provate ad applicare l’analisi dell’Earned Value, con dei
parametri a vostro piacimento per determinare se abbiamo speso bene i nostri
soldi.
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