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Dal
Rapporto FAO 2004 sulla fame nel mondo
Il numero delle persone che hanno sofferto la
fame nel mondo nel periodo 2000-2002 sono state 852 milioni (14 o 15
volte l'Italia). I costi umani ed economici sono in forte aumento. Il
rapporto per la prima volta focalizza la sua attenzione anche sui costi
economici.
Il vicedirettore generale del dipartimento
economico e sociale della FAO Hartwig de Haen ha detto: ''La fame e la
malnutrizione causano enormi sofferenze, uccidono ogni anno più di cinque
milioni di bambini e costano ai Paesi in via di sviluppo miliardi di
dollari in termini di perdita di produttività e di reddito
nazionale. Una stima molto approssimativa indica che questi costi
diretti ammontano a circa 30 miliardi di dollari l'anno, cinque volte più
della somma destinata finora al Fondo mondiale per la lotta all'Aids, alla
tubercolosi e alla malaria.
I progressi fatti finora sono ancora troppo
lenti e dobbiamo fare di più e si può fare meglio. Probabilmente la
comunità internazionale non ha pienamente compreso il ritorno economico
che avrebbe investendo nella riduzione della fame nel mondo. Si sa
abbastanza circa i modi con cui si può porre fine a questa piaga ed è ora
tempo di afferrare l'opportunità di arrivare a questo obiettivo. E' una
questione di volontà politica e di priorità."
Angola, Benin, Brasile, Ciad, Cile, Cina, Repubblica del Congo, Costa Rica,
Cuba, Ecuador, Emirati Arabi Uniti, Gabon, Ghana, Giamaica, Guinea,
Guyana, Haiti, Indonesia, Kuwait, Lesotho, Malawi, Mauritania, Mozambico,
Myanmar, Namibia, Nigeria, Perù, Siria, Thailandia, Uruguay e Vietnam,
negli anni '90 hanno ridotto la percentuale degli affamati cronici di
almeno il 25%. Questi paesi che rappresentano quasi la metà della
popolazione del mondo in via di sviluppo, con il loro successo dimostrano
che l'obiettivo fissato dieci anni fa dal Vertice Mondiale
dell'Alimentazione di dimezzare il numero degli affamati entro il 2015 è
ancora possibile. Quindi si può!
A tal fine, la comunità internazionale viene
sollecitata dalla FAO ad adottare un duplice approccio. E' provato che un
progresso rapido possa essere ottenuto combattendo sia le cause che le
conseguenze della povertà e della fame estreme.
Ai paesi intenzionati a realizzare gli
impegni assunti nella lotta alla fame la FAO raccomanda pertanto
l'adozione di programmi su larga scala che promuovano, anzitutto,
l'agricoltura e lo sviluppo rurale, da cui la maggioranza dei poveri e
degli affamati dipende per la propria sussistenza. Sarebbe necessario
inoltre dare priorità ad azioni che abbiano un impatto immediato sulla
sicurezza alimentare di milioni di persone in stato di
vulnerabilità.
(fonte: www.vita.it) |