Il Nuovo
Project Management
La disciplina del
project management è diventata rapidamente una competenza essenziale
nell’economia globale di oggi. A livello mondiale siamo di fronte ad un rapido
cambiamento dove la globalizzazione esige due generi di riflessioni:
E’ pacifico che
la disciplina del project management è un fenomeno a carattere internazionale,
per il semplice fatto che si tratta di “conoscenza”
priva di limiti temporali e spaziali.
Nel mondo,
esistono molte iniziative tendenti a diffondere tale cultura ed il programma di
certificazione PMP - “Project Management
Professional” del PMI -
Project Management Institute è tra le
principali opportunità per qualificarsi e negli ultimi anni sta diventato uno
standard de facto.
La
certificazione PMP è un titolo molto prestigioso a livello internazionale ed è
sempre più richiesto dalle multinazionali e dalle amministrazioni dei paesi
tecnologicamente più evoluti.
Meglio sarebbe
se la professione del Project Manager
avesse anche un riconoscimento a livello istituzioni locali sulla base delle
regole interne a ogni nazione, compreso l’Italia. Lo sviluppo delle carriere dei
Project Manager ed i programmi di miglioramento dell’efficienza delle imprese e
di conseguenza dell’economia nazionale dipendono maggiormente dalla comprensione
delle iniziative che guidano la globalizzazione di questa professione.
Il PMI - Project Management Institute
Il
PMI è un’associazione americana, senza scopo di lucro, che promuove
la cultura del Project Management da 35 anni, curando la redazione di uno schema
di riferimento della gestione di qualsiasi tipo di progetto, riconosciuto ed
accettato ovunque.
La consistenza
del PMI è dimostrata dai suoi dati più significativi rilevati dall’annual
report al 31/12/2003 sono:
|
120.981 |
associati
da tutto il mondo |
|
71.401 |
professionisti certificati PMP |
|
18.958 |
PMP nel
solo anno 2003 |
|
223 |
chapter
ufficiali , più altri 56 potenziali |
|
3 |
chapter in Italia |
Dai dati si evince
chiaramente il crescente interesse specialmente dei paesi asiatici alla
professione del Project Manager, cosa, purtroppo, non altrettanto evidente in
Italia. I professionisti italiani certificati “PMP” sono ancora poche centinaia.
La corsa alla
certificazione si è accentuata negli untimi due anni, ed in particolare tra i
professionisti dei paesi orientali (vedi i tassi di crescita nella prossima
figura).
Per questi
motivi, il PMI, dopo aver aperto un centro di competenza a Bruxelles nel 2003,
si accinge ad aprirne un altro analogo nella regione del Sud-Est-Asiatico nel
corso del prossimo anno.
Le nazioni con
la maggiore crescita di project manager certificati, anno su anno nel 2003,
secondo l'annuario PMI 2003, risultano:
|
- Canada |
42% |
|
- Cina |
155% |
|
- Europa,
Medio Oriente e Africa |
429% |
|
- Resto del
mondo |
84% |
|
- Stati
Uniti |
38% |
Per i prossimi
3-5 anni il PMI ha lanciato un programma denominato “Eminent
Influnce”, con i seguenti obiettivi:
-
PMI come
l'autorità sulla disciplina del project management
-
Partner
preferenziali per alleanze
-
PMI come guida
e arbitro delle pratiche di PM
-
Guida della
evoluzione della professione.
Ciò comporterà
una forte spinta verso la specializzazione e la certificazione della professione
del Project Manager, cosa molto gradita alle imprese più attente alla
competizione internazionale ed all’efficienza nella conduzione dei progetti
dalla stipula alle realizzazione delle deliverable.
Effetto globalizzazione
E stato scritto
che l’interconnessione dei computer (Internet)
ha consentito di rimuovere uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo economico,
decretando la “morte delle distanze”. In
effetti, con i motori di ricerca si può accedere a qualsiasi informazione
pubblicata sul web, incluse quelle sul project management sviluppate ovunque nel
mondo. I mercati finanziari sono interconnessi in modo completo e sofisticato.
La comunicazione globale (positiva e negativa) è un dato di fatto. Queste
innovazioni rivoluzionarie, anziché vederle impiegate dal terrorismo e da
nazioni belligeranti, sarebbero molto più utili se venissero comprese e
sfruttate per creare efficienza nei processi industriali e nel contenimento dei
costi e dei tempi dei progetti più ambiziosi di ogni impresa. La globalizzazione
produce come primo effetto il bisogno di formazione sull’applicazione delle
nuove tecnologie ed il Project Management rappresenta un valido esempio di
applicazione necessaria per competere con costi e tempi sempre più ridotti.
Gli standard internazionali
Molti organismi si
stanno interessando di stabilire approcci comuni, attraverso standard
dell’industria e dei governi. Gli standard per loro natura si migliorano con
l’esperienza ed è fisiologico che spesso devono essere rivisti. Alcuni esempi di
standard in continua evoluzione sono:
-
International Organization for Standards
(ISO)
-
Association for Project Management Project
Management Body of Knowledge (APMBoK)
-
PMI Guide to the Project Management Body of
Knowledge (GPMBok)
-
Software Engineering Institute Capability
Maturity Model (SEI CMM)
-
US Department of Defense Earned Value
Management System (EVMS)
Ogni standard ha un
suo modo di essere applicato a livello nazionale o internazionale. Il PMI,
attraverso il suo schema di riferimento cerca di consentire un uso coerente e
razionale dello standard definito nell’area del Project management. Il suo
impegno, supportato a livello mondiale anche da professionisti volontari, è
riportato nelle varie versioni del PMBok - PMI
Guide to the Project Management Body of Knowledge
– di cui è prossima la pubblicazione di una nuova versione.
Il PMBok è una guida allo studio del project
management, generalmente accettata. Lo standard proposto nel PMBok è
stato ripreso ed applicato nello sviluppo di metodologie pratiche dalle
principali società di formazione e di consulenza, come ad esempio ha fatto il
Gruppo TenStep nel mondo.
La professione Project Manager oggi
In passato veniva
considerato un ruolo temporaneo e casuale, oggi il project management è
considerata una disciplina a se stante. Pubblica amministrazione e aziende
private stanno comprendendo che occorre un approccio sistematico per innovarsi,
aumentare l’efficienza, risolvere i problemi e gestire la carenza di risorse
economiche e specialistiche.
In molti sostengono,
a ragione, che il project management è da considerare parte del “general
management”. Alcuni lo considerano addirittura il motore non
riconosciuto della crescita economica.
Purtroppo,il project
management non è ancora una professione! Per professionista si intende una
persona qualificata in una professione che si insegna in regolari corsi di
studio, come quella del medico, dell’avvocato, dell’insegnante, ecc.
Il problema del
riconoscimento della professione del project Manager è dibattuto a livello
mondiale e al momento non esiste una tendenza prevalente. Al riguardo ci sino
due scuole di pensiero:
-
la prima, riconosciuta da molti, sostiene che la professione
esiste se la persona applica metodologicamente i principi di una particolare
area di conoscenza ed il relativo codice etico.
-
La seconda è che la professione richiederebbe la
certificazione della conoscenza, la competenza sulla disciplina ed una licenza
che autorizza l’esercizio della professione, con le conseguenti
responsabilità, evitando una lobby per la particolare competenza.
In attesa della
maturazione del dibattito in corso, è fuori discussione che il project
management dovrà essere considerato una professione, conciliando gli aspetti
legali attraverso altri titoli di studio riconosciuti in ogni nazione e che di
solito sono già in possesso di chi avvicina la disciplina.
Il contenuto della professione del
Project Manager
Un Project Manager
certificato dovrebbe comprendere tutte le competenze del settore in cui opera,
oltre ad avere le conoscenze di base su etica e leggi. Ma come misurare tali
competenze? O chi è in gradi di misurare tali competenze?
La certificazione
dovrebbe assicurare che il professionista è stato esaminato sulla sua
competenza nell’ambito di un schema di riferimento legale ed etico.
Ogni professione,
compreso il Project Manager, dovrebbe avere tre tipi di responsabilità:
-
Il possesso di una licenza - La prima
responsabilità è demandata al controllo di un organo pubblico che
rilascia tali licenze (Laurea o Diploma).
-
La conoscenza della disciplina - La
seconda responsabilità rappresenta il ruolo attualmente svolto dalle
entità internazionali che si occupano dello sviluppo del Project Management,
come il Gruppo TenStep, di cui fa parte TenStep Italia.
-
Il supporto commerciale - La terza
responsabilità rappresenta le varie realtà organizzative che consentono
la separazione della commercializzazione dei prodotti dallo sviluppo della
disciplina. Soltanto le associazioni senza scopo di lucro possono garantire a
pieno questa separazione.
Spesso, la mancanza
di questa netta separazione induce a confondere il bisogno di conoscenza teorica
con le funzionalità offerte da un prodotto generalizzato.
Purtroppo, il
bisogno di conoscenza può essere colmato soltanto con lo studio di metodologie
collaudate e riconosciute a livello internazionale. Cosa completamente diversa
dall’apprendere i principi di project management attraverso l’utilizzo di un
tool preconfezionato da una software house anche prestigiosa.
L’implementazione
della conoscenza in specifici prodotti è un aspetto necessario, ma del tutto
secondario ed indipendente e non sempre è in grado di produrre cultura. In
sostanza le imprese dovrebbero sapere a priori cosa
intendono realizzare e non realizzare cosa offre un prodotto generalizzato
o sviluppato in contesti del tutto diversi.
Le tante iniziative
internazionali in corso, tendono a marcare questa importante distinzione,
garantendo che le persone alle quali vengono affidati i progetti abbiano
dimostrato il necessario interesse verso la professione di Project Manager e
l’evidenza di un adeguato livello di conoscenza.
Il Project Manager in Italia
In
Italia, il bisogno di riconoscere la professione del Project Manager è
molto sentito, anche se è un ruolo ancora giovane,
spesso determinato da capacità individuali, anzichè maturato a seguito di
formazione scolastica o post universitaria.
Però, si inizia a
sentire la pressione dei mercati orientali, i quali da tempo stanno allineando
le competenze dei propri professionisti ai principali standard internazionali,
compreso la disciplina del project management. Prova ne è l’elevato numero di
certificazioni PMP negli ultimi anni.
In molti stanno
comprendendo che l’allineamento agli standard internazionali consente di
dialogare con chicchessia sulla base di metodologie comuni, riducendo i tempi di
stipula di affari importanti e garantendo il controllo dei progetti sia nel
ruolo di fornitore che nel ruolo di cliente.
L’ISTAT,
nel Rapporto Annuale sulla Situazione del Paese nel 2003, ha affermato:
“Le
capacità competitive di un paese dipendono dallo
stock di conoscenze incorporate nel sistema produttivo
e nel capitale umano. Il Paese non percepisce
a pieno i danni che provengono dal deficit di ricerca, sviluppo e innovazione
che lo contraddistingue rispetto alla gran parte dei paesi sviluppati. Non si
tratta solamente della diffusione dell’informatica e della telematica, ma
piuttosto della generale riluttanza ad adottare
l’informazione, l’organizzazione e la cooperazione come risorse al centro dei
processi produttivi, degli investimenti, dei
prodotti e servizi. La piena utilizzazione e sviluppo di questa risorsa è
diventata uno degli elementi cruciali della
competitività.”
Assinform,
nella sua relazione annuale sull’ICT in Italia, è arrivata ad una analoga
conclusione:
“L'Italia non crede e non investe in innovazione
per:
-
Mancanza di un
ruolo di spinta delle Istituzioni
-
Supporto
debole del sistema del credito
-
Diffidenza
della domanda (problema culturale/formativo)
-
Frammentazione/localismo dell'offerta. “
Per rimediare,
Assinform propone di “Definire
un Patto per lo Sviluppo del Paese che funga da stimolo a:
-
Le
Istituzioni, con delega allo sviluppo economico (Economia, Attività
Produttive, Innovazione)
-
Le Banche, con
riferimento soprattutto ad Abi e Banca d'Italia
-
Le Imprese
private, anche attraverso Confindustria, ma non solo
-
Le imprese
pubbliche, tramite MIT-Cnipa e Regioni/CRC
-
L'Offerta,
tramite opportune azioni a favore della qualità e dell'etica delle Aziende ICT.
“
I Profili e Competenze più richiesti dal mercato ICT in Italia sono i Project
Manager con la seguente missione:Garantire la realizzazione di progetti di
dimensioni medio grandi, con l'obiettivo di massimizzare i risultati operativi
ed economici del progetto e la soddisfazione del cliente. Le principali attività
sarebbero:
-
Gestisce realizzazione del
prodotto/progetto
-
Integra, gestendole, le diverse
competenze necessarie alla realizzazione della soluzione
-
Organizza il lavoro per la
realizzazione del progetto
-
Programma le attività operative
necessarie alla realizzazione dei progetti esecutivi
-
Risponde ai requisiti tecnologici
dell'organizzazione fornendo alla direzione presentazioni e proposte formali
di messaging
-
Verifica "day to day" la gestione
dei progetti
-
Verifica le performance
(fonte:
http://www.formazioneict.assinform.it/area_occupazione_ict/_figure/area_pian/FIA401.htm)