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La legge di Moore  (in Intel)

Quando un'azienda riesce a fare la storia (ad esempio della produzione di processori per computer) è naturale che produce anche dei grandi leader. La Intel, leader indiscusso della produzione di chip per computer non solo ha avuto dei grandi leader, ma uno di loro ha anche fatto delle previsioni che poi sono diventate leggi di mercato.

Quaranta anni fa, proprio in aprile, uno dei fondatori di Intel, Gordon Moore, ha predetto che data l'evoluzione nella miniaturizzazione dei transistor, i processori per computer avrebbero raddoppiato la velocità ogni 18 mesi. Questo è l'enunciato della così detta legge di Moore. Proprio per l'autorevolezza di chi l'ha enunciata ed applicata nella sua impresa, l'enunciato viene accettato e ritenuto ancora vero.

In barba ai limiti della fisica, i tecnici fantasiosi riescono ad ottenere anche con le variazioni al disegno, ciò che è impedito dai limiti dei materiali.

Infatti la legge di Moore è destinata a urtare i limiti della fisica e  può soccorrerla soltanto la revisione dell'architettura dei processori stessi.

In questa ottica è iniziata la guerra dei multi processori anche sui Personal Computer.

A questo sta pensando il nuovo CEO di Intel, Paul Otellini. Se i suoi predecessori Bob Noyce, Gordon Moore, Andy Grove e Craig Barret, hanno mantenuto altissima la leadership, applicando ed ostentando la famosa legge di Moore, il loro  successore, Paul Otellini  dovrà fare i conti con i limiti della fisica, con la concorrenza e le nuove alleanze che vanno delineandosi.

Forse l'ultimo processore che ha rispettato la legge di Moore è stato il Centrino. Ultimamente, anziché continuare a spingere sul raddoppio della velocità del singolo processore, si sta lavorando a mettere più processori sullo stesso chip. Per l'utente il risultato è lo stesso, se non migliore, infatti con più processori si può ottenere la vera multi programmazione, cosa che con un solo processore è solo apparente. 

Ma mentre Intel sta pensando ad un chip con due processori (Desktrino, il successore di Centrino), I concorrenti  IBM, Sony e Toshiba stanno già immettendo sul mercato chip ad otto processori, rispettando ampiamente la legge di Moore.

E' una bella battaglia combattuta intorno alle tasche di noi consumatori. E, come la favola della volpe e l'uva, già qualcuno si chiede "ma a che serve tanta potenza, se la maggior dei Personal Computer eseguono programmi di videoscrittura e un po' di posta elettronica?"

La domanda è legittima, ma la guerra è aperta e senza esclusione di colpi.  Le leggi  (anche quella di Moore) vanno rispettate, anche in barba ai limiti fisici dei materiali.

Essere leader significa saper fronteggiare anche situazioni al limite della realtà. 

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"Siamo Uomini o Caporali"  è una celebre frase di Totò

 

 ultimo aggiornamento: 11-Oct-2010